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LA FIERA DEL ROSARIO the holy rosary fair

CULTURA E TRADIZIONI culture and ancient traditions

La fiera del Rosario
foto di Colombo e Nicola Labate testo di Luigi Labate

Tra le più vecchie e prestigiose fiere che richiamavano gente da ogni dove a Nicotera era La fiera del Rosario.

Era dedicata alla Madonna del Rosario e tra le tre, precisamente quella fatta in occasione della Madonna delle Grazie voluta dal Vescovo Mons. Capece, quella dell’Assunta che si svolgeva nei giorni 13-14-15 Agosto, quella del Rosario era senza dubbio quella che aveva più risonanza.
Ad essa erano ricollegate miti, leggende e cose di ordine sociale e antropologico. Era anche detta la Fiera della
Madonna dell’acqua perchè puntualmente, in quei giorni una pioggia torrenziale scendeva giù dal cielo provocando disaggi a tutti. Per onore di cronaca anche nell’ottobre del 2007 la pioggia si è fatta sentire e la processione non ha potuto avere luogo.
Dalle testimonianze orali che gli adulti tramandano ai più giovani è tra questi l’arrivo dei “pignatari”, degli zingari con i loro asini, dei porcari, dei vaccari e dei caprai.
In questa festa forse per tradizione o forse per motivi commerciali si ricorda l’uccisione e la vendita dei primi maiali e delle loro squisite salsiccie. Facevano a gara i macelai (che indicheremo con i loro soprannomi) Trumbaci, Tizzuni, Nchiappatu, Minghejiu, Carcata, Papagnu ed altri ad accaparrarsi il posto più vicino alla chiesa. I commercianti portavano i loro manufatti e si confondevano con i bravi artigiani del luogo. Naturalmente non c’era fiera senza “
mastazzolari” . Per i ragazzi la fiera era un momento molto atteso perché potevano acquistare “ u pirrocciulu” (la trottolina) con la quale i giovani giocavano da soli o in gruppo. Due o più coetanei, poco più che bambini, si sfidavano vicendevolmente e il perdente subiva i colpi di “zicca” che tendevano a spaccare la trottola dell’avversario.Tra le testimonianza più curiose è il ricordo di una donna del popolo che si dava da fare per rendere contenti i ragazzi e nel contempo racimolare qualcosa. Donna Costanza che passava intere giornate a torcere un filo di canapa o di cotone o di lana che serviva come “lazza” (laccio per far girare la trottola).
Tutta la festa si concludeva con la festosa e partecipativa processione del simulacro della Beata Vergine del Rosario.
Oggi la fiera non esiste più, almeno nel senso tradizionale e tutto ciò che c’era di buono nell’organizzazione e nel rapporto umano e lo scambio commerciale di importanti prodotti rimane soltanto un ricordo.La globalizzazione poi, ha creato punti di vendita in ogni paese dove spesso si riesce a trovare tutto e di più, solo la fede è rimasta salda e ancorata ai principi cristiani. Per questo dopo il novenario di preparazione la Madonna trionfalmente va a visitare i luoghi più reconditi della città.











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